di Barbara Righini
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Il PHENOXYETHANOL

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Il PHENOXYETHANOL

Messaggioda bina » mercoledì 03 ottobre, 2007 10:20

Questo ingrediente è presente in moltissimi cosmetici (eco-bio e non). Mi sembra di avere capito che sia un conservante, ma non ho capito se è di origine sintetica o no, anche perché nel biodiz ionario è segnato con un bollino giallo.
C'è qualcuno che può aiutarmi a chiarire le mie idee un pò confuse? :?
GRAZIE! :)
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Messaggioda Serese » mercoledì 03 ottobre, 2007 15:48

è di origine sintetica e ho letto che potenzialmente può agire sul sistema riproduttivo.. :roll:
Serese
 

Messaggioda Lilli » mercoledì 03 ottobre, 2007 16:02

Serve per solubilizzare i parabeni, infatti dove c'? phenoxyethanol c'? anche una sfilza pi? o meno lunga di -paraben. Non ? una boccata d'aria fresca per i microrganismi acquatici, non c'? conservante che non li danneggi in qualche modo, per il semplice fatto che un conservante ? prima di tutto un biocida, deve tenere a bada le proliferazioni di microrganismi indesiderabili nei tuoi cosmetici. Consolati, c'? di molto peggio sia per la tua pelle che per l'ambiente. Se non sei allergica/sensibile al fenossietanolo puoi andare tranquilla.
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Messaggioda lietta9 » mercoledì 28 gennaio, 2009 14:50

Ho da poco letto, che dal 2009, quindi credo tra poco, il fenossietanolo dovrebbe essere vietato insieme (se non sbaglio) ai parabeni.
Ora avrei alcune domande da sottoporvi:
-ci sono/saranno quindi conservanti eco-bio "sicuri"? perchè le creme che ci spalmiamo vanno pur sempre conservate.
-non ho ancora capito bene la negatività del fenossietanolo, cioè è di derivazione sintetica e può essere dannoso per gli organismi acquatici (sul loro sistema riproduttivo se non ho capito male.....ma anche sul nostro?) cioè oltre ai danni per l' ambiente, quali danni può causare a noi?
-cominceranno a conservare tutto con l' alcool come fanno i tedeschi? a me non piace l' alcool nelle creme, anche perchè evapora subito, e le creme almeno a me durano un bel pò........quindi......

Aspetto con piacere le vostre risposte e i vostri pareri.
:)
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Messaggioda barbara » mercoledì 28 gennaio, 2009 14:58

lietta c'è un interessantissimo thread su promis che riguarda questi argomenti, e in effetti a me sembra un po' assurda questa nuova ondata ecologica cosmetica.

Chi è interessato intanto può leggere qui (così non mi ripeto, son pigra :pirl:)

http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=2&t=30185
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Messaggioda lietta9 » mercoledì 28 gennaio, 2009 18:19

ciao Barbara :)
grazie pr il link, l'ho appena letto tutto, e concordo un pò con tutti gli interventi in merito.

Insomma come pretendono che vengano conservati i prodotti? Se davvero vieteranno altre sostanze conservanti ... beh dovrebbero almeno proporre delle alternative "concrete", perchè altrimenti danno davvero l' impressione di voler solo minare quel poco di eco-bio che è stato raggiunto.

PS: esorto ulteriormente coloro che fossero interessanti al discorso sui conservanti a leggere il thread segnalato da Barbara, è davvero interessante.
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Messaggioda Vecchia Zia » mercoledì 28 gennaio, 2009 22:42

Tanto per cambiare capisco meno della metà di quello che è stato scritto... (e lo dicano che è un forum per periti chimici, così almeno son sinceri :roll: ) e mi sorgono dei dubbi:
-aglio come conservante??? :shock: ma c'è modo di togliere la puzza??
-ma DAVVERO l'alcol contenuto in cosmetici e detergenti ha gli stessi effetti dannosi che ha quello ingerito??? Io sarei astemia... :shock:

Dubbi a parte, a me questa discussione ha messo tristezza, per tanti motivi.
Perchè c'è un gran parlare di certificazioni e poi nel prodotto certificato ci trovi anche la porcata ammazzapesci. Che senso ha? Sembra che tutte queste certificazioni col loro ber marchietto siano state inventate solo per i consumatori modaioli che adesso vogliono comprare eco bio (ma che sia certificato) ma che domani possono anche tornare in profumeria... Di certo quelli come me che si sono ritrovati il condizionante pescicida nel balsamo certificato, leggeranno ancora l'INCI senza fidarsi delle certificazioni, compresa quella nuova fichissima europea di cui si parla.
E poi mi chiedo: sta gente davvero crede che un'elite di pochi eletti disposti anche a non lavarsi pur di non inquinare salverà il mondo??? Non è con quattro gatti che accettano anche che gli marcisca la crema pur di non usare conservanti che il pianeta potrà respirare di nuovo, bisogna che tutti (o almeno la maggior parte) inizino a usare prodotti meno inquinanti... E come fai a convincere la gente del 2009 a usare cose che marciscono o che non hanno una formula tale da garantire la consistenza piacevole, il profumo gradevole e il colore carino che i prodotti di profumeria hanno sempre???
Non ci vogliono estremismi assurdi ma ci vuole più ecobio per tutti. Cose che sembrano commerciali ma non inquinano. Non è chiedendo sacrifici a chi se ne frega del pianeta che si risolverà qualcosa... :roll:
Ci vorrebbero più piccoli passi utili e meno estremismi, davvero...
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Messaggioda lietta9 » giovedì 29 gennaio, 2009 10:43

Vecchia Zia ha scritto:Non ci vogliono estremismi assurdi ma ci vuole più ecobio per tutti... ... ...
Ci vorrebbero più piccoli passi utili e meno estremismi, davvero...


ti quoto in pieno, parole sante
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Messaggioda Lola » giovedì 29 gennaio, 2009 11:32

Vecchia Zia ha scritto:-aglio come conservante??? :shock: ma c'è modo di togliere la puzza??


E' antibatterico, proprio ad opera dei composti tiosolfonati (quelli che puzzano) che si formano spontaneamente dall'allicina... in poche parole no puzza no conservazione.

Vecchia Zia ha scritto:-ma DAVVERO l'alcol contenuto in cosmetici e detergenti ha gli stessi effetti dannosi che ha quello ingerito??? Io sarei astemia... :shock:


Gli stessi proprio no, ne ha di diversi. L'alcool è fortemente solvente ovvero sgrassante; e i cheratinociti che compongono la superficie della nostra pelle stanno insieme grazie a delle sostanze grasse dette ceramidi. Se sgrassiamo (con alcool o con detersivo aggressivo) li sciogliamo portando alla tipica desquamazione a scaglie visibile. Inoltre è un denaturante delle proteine. Immagina la proteina come una matassa aggrovigliata, dopo averci passato un denaturante (es. alcool, ma più visibile con acetone) il groviglio si disperde, perde la sua forma. E' visibilissimo con l'acetone puro sulle unghie che diventano biancastre.
Di pro abbiamo che surgrassando un composto alcolico (cioè mettendo il nostro 15% di alcool in una crema che ha anche grassi) impediremo che il suddetto alcool sgrassi così tanto, e per fortuna nostra evapora subito. Ma dai oggi e dai domani i suoi dannetti li fa.

Vecchia Zia ha scritto:Dubbi a parte, a me questa discussione ha messo tristezza, per tanti motivi.
Perchè c'è un gran parlare di certificazioni e poi nel prodotto certificato ci trovi anche la porcata ammazzapesci. Che senso ha? Sembra che tutte queste certificazioni col loro ber marchietto siano state inventate solo per i consumatori modaioli che adesso vogliono comprare eco bio (ma che sia certificato) ma che domani possono anche tornare in profumeria... Di certo quelli come me che si sono ritrovati il condizionante pescicida nel balsamo certificato, leggeranno ancora l'INCI senza fidarsi delle certificazioni, compresa quella nuova fichissima europea di cui si parla.


Come non darti ragione? Io mi sono sempre più convinta che quello della certificazione sia un bel business in cui i soldi fanno girare tutto.

Vecchia Zia ha scritto:E poi mi chiedo: sta gente davvero crede che un'elite di pochi eletti disposti anche a non lavarsi pur di non inquinare salverà il mondo??? Non è con quattro gatti che accettano anche che gli marcisca la crema pur di non usare conservanti che il pianeta potrà respirare di nuovo, bisogna che tutti (o almeno la maggior parte) inizino a usare prodotti meno inquinanti... E come fai a convincere la gente del 2009 a usare cose che marciscono o che non hanno una formula tale da garantire la consistenza piacevole, il profumo gradevole e il colore carino che i prodotti di profumeria hanno sempre???
Non ci vogliono estremismi assurdi ma ci vuole più ecobio per tutti. Cose che sembrano commerciali ma non inquinano. Non è chiedendo sacrifici a chi se ne frega del pianeta che si risolverà qualcosa... :roll:
Ci vorrebbero più piccoli passi utili e meno estremismi, davvero...


E questo si può fare secondo me solo se tutto il mondo cosmetico inizia ad essere diverso. Troppo talebanesimo significa dividere i cosmetici bio da quelli che non lo sono, anche per un ingrediente solo, che magari ava quel quid in più per farlo trovare piacevole ed utilizzabile dal consumatore medio, che non si vuole informare e che non gliene fega una beneamata mazza di qualsiasi cosa che esuli dal suo benessere personale immediato.

C'è ancora gente che dice "io non voglio creme bio, preferisco quelle che funzionano". Se andiamo avanti così, preoccupandoci solo delle percentuali di ingredienti vegetali nel prodotto bio senza cercare di fare un prodotto efficace, va a finire che il bio rimarrà un prodotto di elite, caro, spesso fatto approssimativamente senza alcuno studio dietro.
Finchè non cambieranno le grandi case cosmetiche, quelle che si vedono in tutti i supermercati, il mondo cosmetico resterà sempre allo stesso livello, diviso in buoni e cattivi. Noi resteremo un'elite di idealisti pazzi che dovranno comprare a caro prezzo prodotti che hanno un PAO inferiore a quanto ci durerà il prodotto, e il resto del mondo girerà sempre uguale.
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Messaggioda Vecchia Zia » giovedì 29 gennaio, 2009 12:00

Lola, condivido in pieno tutto quello che hai scritto.
Secondo me l'ultima cosa che serve al nostro pianeta è l'ennesima certificazione che rende il prodotto ecobio un prodotto "diverso" che pensa SOLO all'ambiente ma che sembra perdere la sua funzione.
In un mondo migliore non ci dovrebbero essere certificazioni ma standard mondiali che eliminino tutte le sostanze nocive e inquinanti da tutti i prodotti.
Il fatto è che va tutto storto, ecco.
"animalista" e "ambientalista" sembrano quasi diventare insulti a volte mentre il rispetto per il pianeta tutto dovrebbe essere la norma.
Tutti quei simboli e marchi che distinguono i cosmetici ecobio dagli altri non fanno altro che accentuare le differenze tra chi è estremista dell'ecobio e chi si limita a comprare cosmetici. Si sta solo definendo meglio la nicchia ma non si fa nulla perchè la nicchia diventi la maggioranza.
Ognuno per se stesso può anche vedere solo il bianco e il nero ma qui si tratta di coinvolgere tutti e non lo si può fare senza ammettere le sfumature. Noi siamo disposte anche a fare i salti mortali per avere un prodotto ecobio o a fare scorte per anni quando lo troviamo ma in quanti sono disposti a fare lo stesso? In quanti sono disposti a rinunciare a un tipo di cosmetico perchè è impossibile che venga prodotto senza l'uso di sostanze inquinanti?
Credo che il pianeta abbia più possibilità di essere salvato dal baby mild che dal prodotto stracertificato che si trova solo in tre negozi in croce, costa un patrimonio e magari va a male dopo una settimana...
E comunque rendere più estremo e definito il passaggio all'ecobio nuoce e basta. Preferisco ottenere una piccola vittoria riuscendo a far passare una persona da un cosmetico con 10 bollini doppi rossi a uno con un rosso e tre gialli che rischiare di incattivirla insistendo affinchè passi a un cosmetico tutto verde ma introvabile, costoso e sconosciuto alla massa.

Sull'aglio: cosa pensano di risolvere??? :shock: Chi mai comprerebbe un cosmetico che puzza di aglio?? Io non ce la farei: detesto la puzza di aglio. Piuttosto rinuncerei a determinati cosmetici.
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Messaggioda Lola » giovedì 29 gennaio, 2009 12:14

Vecchia Zia ha scritto:Credo che il pianeta abbia più possibilità di essere salvato dal baby mild che dal prodotto stracertificato che si trova solo in tre negozi in croce, costa un patrimonio e magari va a male dopo una settimana...


Questa frase è da incorniciare! :)

Tutta questa lotta sui conservanti, che detto fra noi sono tra gli ingredienti in minor percentuale in un cosmetico, fa perdere di vista il vero autentico pericolo cioè la vagonata di silicone e di petrolato che ogni giorno va a finire nelle acque e che fa male anche alla nostra pelle. Questi sono i veri problemi, le grosse percentuali, non le inezie. La formaldeide cancerogena, questo è un vero autentico problema, le nitrosoammine, ma anche i rash cutanei dovuti a prodoti allergizzanti, come sorbato/benzoato, ma anche conservazioni fatte con OE in alta percentuale (vedi alcune cose al tea tree o al mirto australiano o a mix di OE).
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Messaggioda Bilancia77 » giovedì 29 gennaio, 2009 12:17

Lola ha scritto:Troppo talebanesimo significa dividere i cosmetici bio da quelli che non lo sono, anche per un ingrediente solo, che magari ava quel quid in più per farlo trovare piacevole ed utilizzabile dal consumatore medio, che non si vuole informare e che non gliene fega una beneamata mazza di qualsiasi cosa che esuli dal suo benessere personale immediato.

Finchè non cambieranno le grandi case cosmetiche, quelle che si vedono in tutti i supermercati, il mondo cosmetico resterà sempre allo stesso livello, diviso in buoni e cattivi. Noi resteremo un'elite di idealisti pazzi che dovranno comprare a caro prezzo prodotti che hanno un PAO inferiore a quanto ci durerà il prodotto, e il resto del mondo girerà sempre uguale.


Vecchia Zia ha scritto:Credo che il pianeta abbia più possibilità di essere salvato dal baby mild che dal prodotto stracertificato che si trova solo in tre negozi in croce, costa un patrimonio e magari va a male dopo una settimana...

Preferisco ottenere una piccola vittoria riuscendo a far passare una persona da un cosmetico con 10 bollini doppi rossi a uno con un rosso e tre gialli che rischiare di incattivirla insistendo affinchè passi a un cosmetico tutto verde ma introvabile, costoso e sconosciuto alla massa.


:clap:

concordo in pieno!
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Messaggioda Vecchia Zia » giovedì 29 gennaio, 2009 12:46

Lola ha scritto:Tutta questa lotta sui conservanti, che detto fra noi sono tra gli ingredienti in minor percentuale in un cosmetico, fa perdere di vista il vero autentico pericolo cioè la vagonata di silicone e di petrolato che ogni giorno va a finire nelle acque e che fa male anche alla nostra pelle. Questi sono i veri problemi, le grosse percentuali, non le inezie. ...


Quoto il tuo pensiero e lo "allargo": ormai è parecchio che lotto per far capire al mio prossimo che non ha senso avere il balsamo ecobio tutto verde (che si usa al massimo due volte la settimana e in dosi molto ridotte) se poi si lavano i piatti 3 volte al giorno con un detersivo inquinante e pieno di porcherie.
Purtroppo si sta guardando troppo alle minuzie mentre il mondo va a rotoli per colpa di errori enormi che nessuno vede.
Preferisco non guardare il conservante giallo in fondo all'INCI della maschera per capelli che uso una volta al mese ma stare attenta a quello che sta in cima all'INCI di ciò che uso tutti i giorni e magari anche più volte al giorno.
Se il mondo fosse pulito e sano si potrebbero anche guardare le quisquiglie ma ora come ora ci sono delle priorità e i conservanti non sono in cima alla lista!!
Il mondo sta crepando e quelli stanno li a menarsela sul conservante... roba da matti... :roll:
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Messaggioda barbara » giovedì 29 gennaio, 2009 14:45

Io manco a dirlo concordo con Lola al 100%.
Tutto per un'unica meraviglia.
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Messaggioda Vecchia Zia » giovedì 29 gennaio, 2009 17:17

Ragazze, sopportatemi oggi ma sono davvero in fase "rivoluzionaria"...
E' da stamane che ci penso, giuro...
Mi chiedo: a cosa servono le certificazioni? Servono davvero?
Il dubbio mi viene perchè, per come la vedo io, quello che tutti ci auguriamo è la diffusione del consumo consapevole e dell'informazione.
Il mondo sarebbe migliore se ogni consumatore (o per lo meno la maggioranza) si prendesse la briga di valutare le conseguenze del suo acquisto e di acquistare solo quando è sicuro di fare bene, senza fidarsi solo delle marche o della pubblicità.
Ma se il consumatore acquista perchè si fida del simbolino della certificazione non è la stessa cosa che se acquista fidandosi della marca o della pubblicità?? In che modo fidarsi di una certificazione rende il consumatore consapevole? Non lo rende comunque una pecora che segue un altro pastore (non m'è venuta una similitudine migliore, abbiate pazienza...)?
Più passa il tempo e più mi sorgono dubbi di questo tipo...

E poi ho un altro dubbio.
Se compare questa nuova certificazione europea rigidissima che non tollera quasi nulla, chi si è fidato delle certificazioni precendenti e ancora si fida delle certificazioni in generale non si sentirà preso in giro?
Perchè un conto è se nuovi studi pubblicati stabiliscono che in base a nuovi tests una sostanza è risultata più pericolosa di quanto si credesse e un conto è trovare un nuovo simbolino che viene posto solo su pochi prodotti e fa passare i prodotti con gli altri simbolini per porcherie...
Non pensate che un neo consumatore "consapevole would be" possa rimanere confuso o sentirsi raggirato di fronte a cambiamenti di questo tipo? E non pensate anche voi che "giochetti" del genere possano far perdere "proseliti" alla causa del pianeta?
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